Ann Maria Reeves Jarvis, l’amica delle madri e la madre di tutte-i.

Donna poco nota, eppure dal tratto biografico attuale. Perse molti dei suoi figli  e si attivò per la prevenzione delle malattie infantili in aiuto anche alle donne indigenti; visse nel pieno della guerra civile americana e si prodigò ad aiutare i soldati di entrambi i fronti, tutto questo con i suoi club ed il totale coinvolgimento delle madri di qualsiasi schieramento fino a realizzare a guerra di secessione terminata la “Mothers ‘Friendship Day”, che inconsapevolmente gettò le basi dell’attuale festa della mamma.

articolo di ©Patrizia Cordone maggio2019 ©Luoghi di Donne, il blog di Patrizia Cordone. Tutti i diritti d’autore riservati. Si vieta tassativamente l’uso del “copia-ed-incolla” di tutti gli articoli riportati dal presente sito ai sensi delle disposizioni di legge a protezione dei diritti d’autore – copyright. Le infrazioni sono perseguite a rigore di legge contemplante i diritti d’autore presso l’Autorità giudiziaria territoriale competente.

Nata nel 1832 in Virginia in una famiglia religiosa, si sposò nel 1850, seguendo il marito per i trasferimenti lavorativi. Madre di tredici figli, soffrì la perdita di otto di loro a causa di malattie infantili, esperienza dolorosa che la convinse ad impegnarsi a livello sociale. Infatti assieme ad altre donne creò gli “Jarvis club” al fine di offrire l’assistenza e l’istruzione necessarie alle famiglie per debellare questa piaga con la raccolta di fondi per l’acquisto dei farmaci e per il reperimento di personale medico-sanitario perlopiù femminile.  Grande importanza assunsero i programmi di prevenzione alla salute sia materna che infantile con i corsi di profilassi pediatrica rivolti alle madri grazie anche all’aiuto generoso del fratello di Ann Maria Reeves Jarvis, che era un noto epidemiologo. L’impegno di questa donna non smise neanche durante la guerra civile americana svoltasi tra il 1861 ed il 1865, che colpì principalmente proprio la Virginia, lo stato dove lei risiedeva, anzi con prontezza diversificò le finalità dei “Jarvis club” in ordine alle mutevoli esigenze imposte dalla guerra e dichiarò la neutralità della sua attività, stanti le divisioni politiche tra i nordisti ed i suddisti coinvolti bellicamente, le quali sovente avevano provocato l’epilogo di molte amicizie e conoscenze private. Per uno spiccato senso umanitario rivolto a tutte-i a prescindere dalle fazioni sul campo di battaglia le direttive di Ann Maria Reeves Jarvis furono chiare inequivocabilmente: aiutare chiunque in stato di necessità. Con la sua guida i club fornirono il cibo ed il vestiario ai i soldati di entrambe le parti, lei e le sue collaboratrici si recarono presso gli ospedali militari di campo per curare i malati, un encomiabile spirito umanitario la animava, che le fu riconosciuto a guerra conclusa. Non pochi furono gli strascichi post-bellici, giacchè astio, rivalse e rancori si insinuarono pesantemente, ma ecco che a lei sovvenne il progetto della “Mothers ‘Friendship Day”,Giornata dell’amicizia per le madri” per i soldati di entrambe le parti e le loro famiglie per aiutare il processo di conciliazione, il quale nel 1868 nonostante le minaccie di violenza si realizzò con il coinvolgimento delle bande militari di entrambe le parti e dei veterani di guerra. Tra le sue molteplici attività fu anche insegnante e successivamente sovrintendente del Dipartimento della Scuola Domenicale Primaria presso la chiesa metodista ad Andrews per venticinque anni, essendo peraltro note la sua capacità oratoria e la sua vasta cultura svolse numerose conferenze al di fuori dall’ambito religioso spaziando molte tematiche come “La letteratura come fonte di cultura e raffinatezza“, “Le grandi madri della Bibbia“, “Grande valore dell’igiene per donne e bambini” e “L’importanza dei centri ricreativi sorvegliati per ragazzi e ragazze“. Con il passare del tempo si trasferì a Grafton, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita tra gli affetti familiari. A seguito di seri disturbi di salute fu ricoverata a Filadelfia, dove scomparve nel 1905. Memore e grata dell’impegno di sua madre Anna Jarvis, sua figlia, si prodigò affinché la sua memoria fosse rinnovata fino alla perorazione di un giorno ufficiale dedicato alla “festa della mamma”, impresa in cui riuscì nel 1914, quando fu riconosciuta ufficialmente dagli Usa ed ad macchia d’olio progressivamente anche all’estero, seppure con sommo dispiacere per la commercializzazione sviluppatasi attorno alla celebrazione.

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